Francesco De Biase è il nuovo Segretario generale della Uilp Calabria. Lo hanno deciso i componenti del Consiglio regionale dell’organizzazione sindacale che si è riunito questa mattina presso i locali dell’Hotel “Mediterraneo” di Amantea, alla presenza del Segretario generale della Uilp, Carmelo Barbagallo; del Segretario organizzativo della Uilp, Pasquale Lucia; del Segretario generale della Uilp, Alfonso Cirasa; e del Segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo.

Francesco De Biase riceve il testimone del Segretario generale uscente della Uilp Calabria, Alfonso Cirasa.

Durante il suo intervento il Segretario generale della Uilp, Carmelo Barbagallo ha evidenziato le battaglie dell’organizzazione sindacale. 

“Non c’è mai con i pensionati una battaglia finale, noi saremo sempre impegnati in una battaglia di posizionamento davanti ad un Governo che, troppo spesso, ci considera solo un bancomat. Draghi non è un bancario ma un banchiere, attendi alla sindrome di Stoccolma, attenti a non innamorarci della sua impostazione che è liberista. Al governo regionale, poi, diciamo che è necessario prestare la massima attenzione alla cura della sanità regionale, all’azzeramento delle disuguaglianze, al potenziamento della legge sulle non autosufficienze”.

Durante il suo intervento davanti al Consiglio regionale della Uilp Calabria, invece, il neo Segretario generale Francesco De Biase, ha posto l’attenzione sui temi della pandemia, della sanità e dell’opportunità rappresentata dai fondi europei e dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. “La pandemia da Covid-19 – ha detto – ha smascherato la fragilità del Servizio sanitario nazionale e, soprattutto, delle Rsa, che continuano ad essere focolai che mietono vittime indifese, stragi generazionali, in strutture dove è prevalso il concetto di baldanza a quello della tutela della salute e della riabilitazione”.

Per Francesco De Biase: “Tutto questo non fa altro che certificare il fallimento complessivo di un Sistema sanitario inadeguato, insufficiente ed inopportuno, soprattutto quello calarsi che non cura, che non soddisfa i Lea, che scarica sulle famiglie l’onere e la responsabilità di garantire assistenza e una vita dignitosa alle persone non autosufficienti. Per questo siamo convinti che sia necessario avere una legge nazionale sulla non autosufficienza, per continuare ad assicurare il diritto soggettivo e l’accesso universale alle cure, qualunque sia la nostra condizione personale e sociale, per questo sentiamo oggettivamente il bisogno di rafforzare i diritti di anziani e non autosufficienti con una apposita legge quadro”.

“In questi mesi – ha concluso De Biase – si sta giocando una partita importante: quella sui fondi europei e sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per questo chiediamo a gran voce alla politica un cambio di passo, una capacità concreta di programmare e investire. Bisogna invertire la rotta. Regioni come la nostra non possono superare le situazioni di disuguaglianza multiple che registriamo, senza l’ausilio di risorse mirate ed aggiuntive a quelle ordinarie”.

Nella sua relazione, invece, il Segretario generale uscente della Uilp Calabria, Alfonso Cirasa, ha ripercorso il suo impegno per il cambiamento della Calabria. Un impegno che, nella triste stagione segnata dalla pandemia da Covid-19, si è caratterizzato nella battaglia per l’utilizzo degli anticorpi monoclonali per curare i malati di Coronavirus, per quella sulla corretta mappatura delle Rsa presenti sul territorio regionale, per il miglioramento delle condizione sociale ed economica delle pensionate e dei pensionati calabresi e per il miglioramento, attraverso il suo rifinanziamento, della legge regionale sulla non autosufficienza.

Alfonso Cirasa, infine, ha richiamato la politica alle proprie responsabilità. “La politica è quella che decide ed è inutile tentare di aprire polemiche astruse sul ruolo dei sindacati. La verità è che a pagare per scelte che non sono certo del sindacato, sono sempre gli stessi e tra quelli che pagano, i pensionati non mancano mai. Viviamo in un Paese in cui dieci persone detengono una ricchezza pari a quella detenuta da 500.000 famiglie messe insieme. Si abbia dunque il coraggio di stabilire un tetto di esenzione e dopodiché si faccia contribuire ciascuno secondo le sue possibilità. Solo così si potrà parlare di vera equità”.

“Il nostro lavoro – ha concluso Alfonso Cirasa – la nostra presenza costante e numerose alle mobilitazioni che si sono svolte in tutta Italia, sta pagando. I pensionati, che sono il vero ammortizzatore sociale del nostro Paese, presto vedranno riconosciute le loro richieste. Per questo non posso che ringraziare con il cuore la nostra gente, le donne e gli uomini della Uil per il loro grande impegno, la loro immutata passione”.

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